Armonizzazione della scala maggiore e dominanti secondarie

 

Le dominanti secondarie, nella fantasia di chi si avvicina allo studio della musica, incutono sempre un certo timore. Va bene tutto, si possono fare mille esercizi di tecnica, si può affrontare il basso elettrico in modo da diventare virtuosi ( o provarci ), ma quando sentiamo per la prima volta queste 2 parole vicine: “dominanti secondarie”, ci sale sempre un brivido lungo la schiena…Oddio! Cosa saranno mai? Chi le ha inventate, queste dominanti secondarie e perchè? Ce n’era proprio bisogno?

 

Bene, diciamo che, bisogno magari no, per carità sono altri i bisogni della vita; però, vi assicuro che una volta compreso il concetto, per altro neanche poi così difficile, si aprono mille strade dal punto di vista compositivo, principalmente.

Dunque, prima di parlare di dominanti secondarie, è bene parlare di un concetto un pò più ampio, applicabile per altro anche in modo un pò più “tecnico” al basso: si tratta dell’armonizzazione della scala maggiore.

Cosa significa armonizzare una scala? La teoria musicale ci dice che armonizzare una scala significa costruire un’accordo su ogni grado della stessa, le cui note facciano parte della scala.

Ipotizziamo quindi di utilizzare la scala di do maggiore, per comodità. ( La scala di do ha solo note naturali, spero lo sappiate, altrimenti prima di questa lezione, fareste bene a riprenderne almeno un’altra,quella in cui parlavo di scale e tonalità, che trovate qui.

Se vogliamo costruire 7 accordi, uno per ogni nota su questa scale, non dobbiamo far altro che posizionarci sulla tonica ( DO ), e trovare las ua terza e la quinta ( MI e SOL, rispettivamente ); poi andiamo sul re e troviamo le sue ( FA e LA ), sul mi ( SOL e SI ) e via dicendo.

Quello che otteniamo sono queste triadi:

DO(maggiore), RE(minore), MI(minore), FA(minore), SOL(maggiore), LA(minore),SI(diminuito).

Questi sono in tutto e per tutto i 7 accordi, le 7 triadi, che possiamo trovare in DO maggiore. Ogni accordo al di fuori di questi risulterà, anche se pre tempi brevissimi, fuori dalla nostra tonalità.

Se pensassimo di creare un giro di accordi ( cosa che nel video vi suggerisco ), potremmo poi crearci sopra una melodia che abbia solo le note della nostra scala di DO.

Chiaro fin qui?

Bene. Ipotizziamo ora che anzichè delle semplici triadi, su ognuno dei gradi della scala volessimo costruire degli accordi di settima. Come fare?

Semplicemente , allo stesso modo, andrò a scegliere come settima di ogni accordo una note facente parte della scala di partenza. Ed ecco che sulla triade DO maggiore ( DO MI SOL ) vado aggiungere un SI; sulla seconda triade ( RE FA LA ) aggiungo DO; sul MI minore aggiungo RE. Ecc, ecc.

Vado ora a controllare quali accordi avrò formato ed otterrò i seguenti:

DOmaj7; REmin7; MImin7; FAmaj7; SOL7; LAmin7; SImin7b5

Questi sono i miei 7 accordi della tonalità di DO maggiore; posso generalizzare dicendo che armonizzando una scala maggiore ottengo questi accordi:

Imaj7; iimin7; iiimin7; IVmaj7; V7; vimin7; viimin7b5

In questo modo so che lo stesso criterio lo potrò trasportare in tutte le tonalità, e la tipologia degli accordi rimarrà sempre la stessa, sugli stessi gradi.

Questo significa armonizzare una scala.

L’abbiamo visto sulla scala maggiore, vedendo così quali accordi si originano, e in particolare sulla scala di DO maggiore, per semplicità.

E’ ovvio che posso armonizzare anche altre scale; e finchè saranno scale maggiori, otterrò sempre la stessa sequenza di accordi, mentre invece, l’armonizzazione di scale diverse ( come la minore armonica o la minore melodica ) darà origine ad accordi diversi. ( Su questo torneremo più in là )

Ora: osservando gli accordi generati, noto che ce n’è solo uno di settima ( triade maggiore con settima minore ), ed è quello che si costruisce sul V grado; dato che il quinto grado di una scala maggiore è detto dominante, questo accordo verrà chiamato anche accordo di settima di dominante, ed è unico all’interno della nostra tonalità.

E finalmente arriviamo al dunque.

All’interno di una qualsiasi tonalità,  noi possiamo far precedere un accordo tonale ( cioè della tonalità stessa ), un accordo V7, che risolva sullo stesso.

Questa sarà chiamata dominate secondaria.

Ecco alcuni esempi:

Ho questa progressione di accordi:

 

Imaj7       –          IImin7

 

che, in DO, sarebbe:

 

DOmaj7     –    Remin7.

 

Il secondo accordo può essere preceduto dal SUO accordo di dominante, ovvero un accordo che sta una quinta sopra, ed è di 7. In questo caso sarà LA7:

Domaj7   —->  LA7  —–> REmin7

Il LA7 non è, ovviamente un accordo che fa parte della nostra tonalità iniziale ( DO ), avendo al suo interno il DO#, terzo grado, ma possiamo utilizzarlo per preparare il nostro cambio sul Remin7, di cui è 5° grado.

In DO, le dominanti secondarie dei diversi accordi sono queste:

DOMI. SEC. ——> GRADO DELLA SCALA

 

A7                                  Dm7

B7                                  Em7

C7                                  Fmaj7

D7                                  G7

E7                                   Am7

F#7                                Bm7b5

 

 

Notate, tra l’altro, come lo stesso accordo di dominante, abbia una sua dominante secondaria, un accordo V7 che risolve su un altro accordo V7. Pensate un pò, questa cosa può essere ripetuta più volte…Ma questo è un altro discorso.

Per oggi direi che basta così. Rifletteteci, guardate il video, e provate a cimentarvi nell’esercizio di composizione che suggerisco nel video stesso.

Buon lavoro!

 

 

 

 

 

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