Il Circolo delle quinte

Il circolo delle quinte crea sempre un certo fascino in chi si avvicina allo studio di uno strumento e della teoria musicale in generale.

Sarà quella parola, circolo delle “quinte”, che magari ai maschietti ricorda qualcosa di simpatico, sarà perché per capirlo davvero bisogna ragionarci un pò sopra e magari ci sentiamo al pari dei nostri amici e parenti che studiano materie scientifiche apparentemente più complicate; sta di fatto che ha innegabilmente il suo fascino.

 

 

Ora, per chi non lo sapesse e si trova a leggere queste righe con un punto di domanda enorme sulla testa: cos’è il circolo delle quinte?

In breve è uno schema; una rappresentazione grafica di come funzionano le tonalità maggiori e minori, utile per memorizzare tutte le note di tutte le scale.

Nel video trovate una descrizione dettagliata di come funziona il circolo delle quinte e come sempre, nella pagina download ( accessibile solo dopo essersi registrati ed effettuato il login ) trovate tutto il materiale in pdf gratuito utile per comprendere meglio i concetti ed esercitarsi.

Già, esercitarsi, perché anche se non parliamo di tecnica, in questa lezione, ritengo importantissimo adoperarsi per capire meglio possibile i concetti esposti, e non c’è metodo migliore che fare un pò di pratica.

E quindi armatevi di carta ( pentagramma ), penna, e il vostro fido basso, che in ogni caso vi sarà utile per visualizzare immediatamente sulla tastiera quello che è la mera teoria.

Cercherò in ogni caso di spiegarvi in breve anche in questo articolo come funziona, per chi non avesse accesso nell’immediato al video.

Scrivetevi la vostra scala di DO maggiore su un foglio ( meglio se di musica, ma va bene scrivere anche le note in lettera su un foglio bianco, per ora ).

DO RE MI FA SOL LA SI DO

Ipotizziaamo di dividere questa scala in 2 parti uguali, ovvero 2 “mini-scale” di 4 note l’una:

 

DO – RE – MI – FA

SOL -LA – SI – DO

Queste 2 mini-scale le definiamo TETRACORDI; e notiamo subito come siano uguali, in termini di toni e semitoni, ovvero T – T – S.

Si può dunque dire che la scala di do maggiore sia una scala formata da 2 tetracordi uguali tra di loro e distanziati di un tono ( tra fa e sol ).

Ora, cosa succede se proviamo a prendere il 2° tetracordo di questa scala e lo facciamo diventare 1° di una nuova scala? Se ipotizziamo una nuova scala formata da 2 tetracordi uguali e distanziati di un tono avremo:

 

SOL – LA – SI – DO – RE – MI – FA# – SOL

 

Giusto?

Questo vuol dire che, in soldoni, mi sono spostato di una quinta ( da do a solo ) e ho ottenuto una nuova scala, sempre maggiore, che ha al suo interno un #, cioè il fa#.

Questo è solo l’inizio, come spiego nel video posso continuare in questo modo ( spostandomi sempre avanti di quinta in quinta, ovvero creando una nuova scala sempre partendo dal 2° tetracordo di quella precedente ) fino ad arrivare ad una scala ( quella di DO# ) che avrà 7 diesis.

Al contrario, se avessi preso il primo tetracordo della mia scala di DO maggiore ( DO RE MI FA ) e l’avessi fatto diventare secondo di una nuova scala, avrei ottenuto questa:

FA SOL LA SIb DO RE MI FA

Ovvero la scala di Fa maggiore, che al suo interno ha un bemolle, il si.

Avanti in questo senso ottengo tutte le scale maggiori che hanno come alterazioni i bemolli anziche i diesis.

E questo è solo l’inizio… Approfondite l’argomento guardando il video proposto e non dimenticate di esercitarvi, scrivendovi le scale, possibilmente su un pentagramma.

Buono studio!

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