Ehi Basswalkers!
Ci sono linee di basso che riconosci per la tecnica. Altre per il
suono, per il groove o perché, quando provi a suonarle, dopo quattro
battute inizi a rivalutare seriamente le tue scelte di vita.
Poi c’è Under Pressure.
Due note.
Dum dum dum da-da-dum-dum.
E abbiamo praticamente finito l’articolo.

No, purtroppo per voi no.
Perché proprio una linea apparentemente così elementare è un ottimo
pretesto per parlare di una delle cose più difficili da imparare per
un musicista: capire quando abbiamo già suonato abbastanza.
E John Deacon, in questo, aveva parecchie cose da insegnarci.
🎧 Prima di leggere
Ascoltate Under Pressure una volta concentrandovi quasi esclusivamente
sul basso.
Non cercate passaggi tecnici o variazioni spettacolari. Notate invece
quanto spazio occupi quel riff nella vostra percezione della canzone
rispetto alla quantità effettiva di materiale musicale che contiene.
È quasi assurdo.
La linea è semplicissima, ma appena compare sappiamo immediatamente
quale brano sta iniziando.
📀 Una jam a Montreux
Under Pressure nasce dall’incontro tra Queen e David Bowie ai Mountain
Studios di Montreux e viene pubblicata come singolo nell’ottobre 1981,
prima di essere inserita l’anno successivo in Hot Space. Nei crediti
ufficiali compaiono tutti e quattro i Queen insieme a Bowie; John
Deacon suona il basso.
Sulla nascita del riff circola da anni un aneddoto meraviglioso, ma
conviene raccontarlo senza trasformarlo in una favoletta troppo
precisa.
Brian May ricorda che fu Deacon a iniziare a suonare l’idea durante la
jam e che, dopo una pausa, ci fu qualche difficoltà nel ricostruirla
esattamente. Altre testimonianze differiscono sui dettagli e persino
Deacon, in passato, attribuì a Bowie un ruolo più importante nella
linea. La cosa certa è che il riff nasce dentro un processo fortemente
collettivo.
Che, francamente, rende la storia ancora più interessante.
Uno dei riff più riconoscibili della musica pop non nasce
necessariamente da qualcuno seduto a una scrivania con la matita in
mano.
Nasce da musicisti che suonano insieme.
🎯 Il principio: riconoscibilità non significa complessità
Quando studiamo uno strumento tendiamo ad associare il miglioramento
all’aggiunta.
Più note. Più tecnica. Più velocità. Più conoscenze.
Ed è normale: per crescere dobbiamo imparare cose che prima non sapevamo fare.
Il problema arriva quando trasferiamo automaticamente questo principio
nella musica.
La bassline di Under Pressure fa quasi l’opposto.
Il materiale è ridotto all’osso, ma possiede tre caratteristiche
enormi: ritmo, identità e ripetibilità.
Se cambiamo le note mantenendo il ritmo, perdiamo una parte della sua
identità. Se manteniamo le note e cambiamo il ritmo, probabilmente ne
perdiamo ancora di più.
Quello che sembra un piccolo riff elementare è in realtà una frase
dalla fisionomia precisissima.
Il basso non deve dimostrare quanto abbiamo studiato
Prima o poi ci passiamo quasi tutti.
Studiamo scale, arpeggi, ghost note, slap, armonia, modi,
sostituzioni. Poi arriva una canzone nella quale funzionano
perfettamente quattro note e dentro di noi compare una vocina:
“Sì, però potrei metterci qualcosa…”
Certo che potresti.
La domanda è: perché?
Una delle competenze che arrivano più lentamente è distinguere ciò che
siamo capaci di suonare da ciò che vale la pena suonare.
Under Pressure porta questa distinzione quasi all’estremo.
Il riff non deve dimostrare niente. Deve essere quello.
Quando la ripetizione diventa forza
Ripetere una frase non significa necessariamente essere poveri di idee.
A volte significa aver trovato l’idea giusta.
Per noi bassisti è un concetto fondamentale, perché buona parte del
nostro lavoro consiste proprio nel creare qualcosa che possa
sopportare la ripetizione.
Una linea fantastica per due battute può diventare insopportabile dopo
trentadue.
Una grande bassline, invece, spesso funziona al contrario: più torna,
più diventa parte dell’identità della canzone.
Pensate a Another One Bites the Dust, già passata da questa rubrica.
Deacon trova un’idea, la mette nel punto giusto e soprattutto ha il
buon gusto di non rovinarla aggiungendoci roba.
Capacità meno comune di quanto sembri.
Poi arrivò Ice Ice Baby
Nel 1990 quel riff diventa la base di Ice Ice Baby di Vanilla Ice.
Queen e Bowie non erano inizialmente accreditati; successivamente i
crediti furono modificati e oggi Bowie e i quattro Queen risultano tra
gli autori.
Al di là della famosa controversia, a noi interessa un’altra cosa.
Bastava quel riff.
Non Freddie Mercury, Bowie o il resto dell’arrangiamento.
Il frammento aveva ormai una propria identità culturale.
Quando una linea di basso riesce a essere riconoscibile persino
separata dalla canzone che l’ha generata, vale probabilmente la pena
domandarsi perché.
La semplicità può essere il punto d’arrivo
Un principiante suona poche note perché non ne sa ancora suonare molte.
Un musicista esperto può suonare poche note perché ha deciso che sono
quelle che servono.
Da fuori può sembrare la stessa cosa.
Musicalmente non lo è.
Per scegliere consapevolmente la semplicità dobbiamo avere alternative.
John Deacon non era certo un bassista con poche possibilità. Ed è
proprio questo che rende interessante ascoltarlo quando decide di
usarne pochissime.
Cinque cose da portarci a casa
1. Il ritmo può identificare una bassline quanto le note.
2. La ripetizione funziona quando l’idea è abbastanza forte da sostenerla.
3. Lo spazio è materiale musicale.
4. La semplicità scelta è diversa dalla semplicità subita.
5. Una bassline efficace serve alla canzone, non al curriculum del bassista.
🎸 La sfida dei 10 minuti
Questa volta non vi propongo di imparare una linea difficile.
Fate qualcosa di peggio.
Provate a non suonare.
Prendete una progressione semplice e costruite una linea usando due o
tre note e una figura ritmica riconoscibile.
Registratevi.
Quando vi verrà voglia di aggiungere qualcosa, chiedetevi se sia la
musica a richiederlo oppure il vostro ego che sta iniziando ad
annoiarsi.
Non sempre sarà giusto restare fermi.
Imparare a riconoscere la differenza è parte del mestiere.
Due note possono bastare?
Ovviamente no.
Altrimenti potremmo vendere il basso, tenere soltanto due tasti e
risparmiare parecchio sulla prossima rettifica della tastiera.
Studiamo tecnica e armonia proprio per avere più possibilità.
Poi arriva la musica e ci obbliga a scegliere quali utilizzare.
A volte ne servono tantissime.
A volte due.
Forse quindi la domanda interessante, quando costruiamo una linea, non è:
“Cos’altro potrei suonare?”
Ma:
“Manca davvero qualcosa?”
FAQ
Chi suona il basso in Under Pressure?
John Deacon suona il basso nella registrazione di Under Pressure.
Chi ha inventato la bassline di Under Pressure?
Brian May ha raccontato che l’idea iniziale venne da Deacon durante la
jam, ma le testimonianze dei protagonisti non coincidono completamente
sui dettagli. È quindi più corretto evitare una ricostruzione troppo
categorica.
Ice Ice Baby usa la bassline di Under Pressure?
Sì. Il brano utilizza elementi di Under Pressure e gli attuali crediti
includono Bowie e i membri dei Queen.
Dentro una Bassline #2 – Another One Bites the Dust
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