Ehi Basswalkers!
Avete mai pensato che dietro a certe linee di basso leggendarie ci siano aneddoti assurdi, tecniche insolite o sessioni di registrazione decisamente folli? Oggi voglio parlarvi proprio di questo, andando a scovare alcune storie meno conosciute e divertenti sul basso elettrico nelle registrazioni storiche.
Lasciamo stare per un momento i soliti classici e scopriamo insieme qualche curiosità che vi farà sorridere e riflettere!
? “Walk on the Wild Side” – Lou Reed (1972): doppio basso… elettrico!
Dietro l’indimenticabile linea di basso di questo brano c’è Herbie Flowers, musicista inglese geniale e stravagante. Herbie non era solo un grande musicista, ma anche uno che sapeva come arrotondare lo stipendio!
Per la sessione di “Walk on the Wild Side”, Herbie registrò due tracce di basso sovrapposte: una con un contrabbasso acustico e l’altra con un basso elettrico. Perché? Per una ragione pratica e un po’ “furbetta”: in quel periodo venivano pagati circa 17 sterline per traccia. Così facendo, Herbie raddoppiò il suo compenso e creò contemporaneamente uno dei suoni più unici della storia della musica!
? “Under Pressure” – Queen & David Bowie (1981): una linea nata… per caso!
Questa storia non parla di una sessione ordinaria. Durante le registrazioni in Svizzera, John Deacon improvvisò il famosissimo riff di basso di “Under Pressure” quasi casualmente, mentre la band cercava una nuova idea. Nessuno diedi peso a quella piccola improvvisazione, tranne David Bowie, che fermò tutti dicendo: “Aspettate, cos’era quello? Rifallo!”.
Quel momento di spontanea creatività regalò al mondo una delle linee più memorabili del basso elettrico nelle registrazioni storiche, nata letteralmente per puro caso.
?️ “Sledgehammer” – Peter Gabriel (1986): Tony Levin e il… pannolino per basso!
Tony Levin è noto per la sua incredibile creatività e uso di tecniche fuori dagli schemi. Durante le registrazioni di “Sledgehammer”, per ottenere un suono ancora più potente e definito, Levin decise di smorzare le corde del suo Music Man con qualcosa di molto particolare: un pannolino per bambini!
Proprio così: quel suono unico e potente, perfetto per il groove della canzone, arrivò grazie a questo improvvisato “strumento” da studio. Chi avrebbe immaginato che una canzone storica potesse nascere con un pannolino sul basso?
? “My Girl” – The Temptations (1964): il basso e la fame notturna
James Jamerson, storico bassista della Motown, ha inciso centinaia di hit, spesso registrate di notte dopo aver suonato per tutta la giornata. Durante la sessione di “My Girl”, Jamerson arrivò in studio dopo aver suonato a un concerto e… praticamente senza dormire!
Inizialmente riluttante e stanchissimo, fu convinto a restare solo grazie a un sandwich e una bibita. Jamerson registrò quindi quella meravigliosa linea di basso seduto a terra, con il basso in grembo, mangiando tra una pausa e l’altra. Ora sapete perché quel groove suona così rilassato e naturale!
?️ “Good Vibrations” – The Beach Boys (1966): la linea “impossibile”
“Good Vibrations” dei Beach Boys fu un vero tormento per Carol Kaye, bassista leggendaria delle registrazioni hollywoodiane. Brian Wilson, geniale e un po’ ossessivo, la costrinse a registrare decine di volte la stessa linea di basso, cercando un suono perfetto che sembrava impossibile da ottenere.
Alla fine, dopo ore interminabili e diverse tensioni, Carol registrò quella che sarebbe diventata una delle linee più innovative della musica pop, dimostrando che perseveranza e pazienza in studio fanno davvero miracoli.
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Questi aneddoti dimostrano come il basso elettrico nelle registrazioni storiche non sia solo uno strumento, ma spesso un protagonista con una propria storia affascinante. Se ti piace questo approccio e vuoi esplorare ulteriormente tecniche, stili e storie divertenti sul basso, ti consiglio di visitare i miei video corsi.
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? Conclusione
Basswalkers, conoscere questi retroscena è un modo fantastico per apprezzare ancora di più il nostro strumento preferito. Dietro ogni linea di basso iconica c’è un musicista creativo, una sessione unica e tanta passione.
Continuate a esplorare, ascoltare e raccontare storie di basso elettrico: la musica è anche questo!
Buona musica e buon divertimento a tutti!

