È ora di cambiare le corde?

Ehi Basswalker!

 

            Un noto marchio di corde, qualche anno fa, aveva uno spot pubblicitario che recitava: “un buon suono inizia con una buona corda”.

            Niente di più vero, verrebbe da dire; il problema è che le corde “buone” per il basso hanno un costo non indifferente, giusto?

Quindi, quando potrebbe essere giusto sostituirle? E in base a che cosa lo decidiamo?

 

 

 

 

            Le corde, come ogni aspetto che riguarda il basso e forse anche la musica in generale, sono qualcosa di estremamente soggettivo; non c’è una cosa da fare giusta o sbagliata in senso assoluto, e questo deve essere chiaro. Ma ci sono delle regole che sarebbe buona norma seguire.

            Andiamo con ordine: La corda nuova ruvida (le classiche “Roundwound”, per intenderci) è una corda che tende a deteriorarsi col passare del tempo; i principali fattori possono essere il sudore, e in generale il contatto con la pelle, la quantità di tempo in cui vengono usate e c’è chi sostiene che anche alcuni agenti esterni possano incidere (come, ad esempio, repentino cambio caldo/freddo). Questo deterioramento si trasforma, nel concreto, in una perdita di frequenze, principalmente acute, che modificano il suono del nostro strumento, facendolo diventare, alla lunga, più “scuro”.

 

            Le corde lisce (flatwound), invece risentono molto meno di questo problema, e, per quanto anche loro abbiano naturalmente una tendenza a deteriorarsi, partendo già per natura con meno frequenze acute, non enfatizzano allo stesso modo il problema.

 

            Ora, anche parlare di “problema” non è esattamente corretto, nel senso che più frequenze acute significa naturalmente più “sferragliamento” nel suono, il che è molto indicato se suoniamo certi generi vicini al metal, ad esempio, o con un plettro, o ancora in slap. Ma, se dobbiamo suonare blues, magari, non è proprio il suono perfetto…

 

            Questo per dire che, prima di decidere se cambiare o meno corde e con quale frequenza, valuta l’uso che ne devi fare! Conosco musicisti rock e metal, che prima di ogni singolo concerto o sessione in studio cambiano le corde, praticamente una muta di corde al giorno. È un investimento notevole, ma se questo è il tuo mestiere e questo è il tuo suono, non puoi fare diversamente… ma attenzione a non confondere le cose: pare che James Jamerson non abbia mai cambiato le corde al suo fido Precision, e non mi pare che qualcuno avesse qualcosa da ridire, visto che studiamo i suoi giri di basso ancora oggi…

 

            Il senso del discorso è: la corda nuova ruvida rilascia frequenze alte; ti servono, per suonare il tuo genere preferito? Se sì, cambia le corde più spesso che puoi; se no, lascia “maturare” le corde; tienile più che puoi e fregatene delle corde nuove. Il discorso vale ancora di più se parliamo di corde lisce, ovviamente. Attenzione: anche la corda liscia, da nuova suona brillante, però, per certi versi, dà il suo meglio quando invecchia.

 

Queste ovviamente sono alcune linee guida, ogni caso è a sé, quindi valuta attentamente la tua situazione, prima di decidere cosa fare!

 

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