🎼 Dentro una Bassline
Le storie che hanno cambiato il modo di suonare il basso
🎧 Prima di leggere
Prima di continuare, prenditi quattro minuti.
Apri Good Times degli Chic sulla tua piattaforma preferita.
Questa volta non concentrarti sulla voce.
Non sulla chitarra.
Nemmeno sulla batteria.
Ascolta soltanto il basso.
Lascia che il groove faccia il suo lavoro.
Poi torna qui.
Ti prometto che, alla fine dell’articolo, quella linea non ti sembrerà più la stessa.
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📀 Scheda del brano
Brano: Good Times
Artista: Chic
Album: Risqué
Anno: 1979
Basso: Bernard Edwards
Produzione: Nile Rodgers & Bernard Edwards
⭐ Perché è importante
Una delle linee di basso più influenti della storia della musica moderna. Ha ispirato rock, pop, funk e hip hop come pochissime altre.
Ehi Basswalkers!
Facciamo un piccolo esperimento.
Se ti chiedessi di indicarmi la linea di basso più influente della storia, cosa risponderesti?
Forse penseresti a Another One Bites the Dust.
Oppure a Billie Jean.
Magari a Come Together.
Sono tutte risposte assolutamente comprensibili.
Eppure…
probabilmente nessuna di queste è quella giusta.
Perché prima ancora di John Deacon.
Prima di Michael Jackson.
Prima che l’hip hop iniziasse a conquistare il mondo.
C’era già un uomo che stava cambiando il modo di concepire il groove.
Si chiamava Bernard Edwards.
E la sua arma era una linea di basso tanto semplice quanto devastante.
Good Times.
Una bassline che non si è limitata a diventare famosa.
Ha cambiato il modo di scrivere musica.
Quando il funk era diventato una scienza
Siamo nel 1979.
La disco music è nel pieno della sua esplosione.
Le piste da ballo sono affollate.
Le radio trasmettono continuamente musica costruita per far muovere le persone.
Ma tra i tantissimi gruppi dell’epoca ce n’è uno che suona diverso.
Gli Chic.
Il motivo è semplice.
Dietro quel progetto ci sono due musicisti straordinari.
Il chitarrista Nile Rodgers.
E il bassista Bernard Edwards.
Non sono semplicemente due turnisti di lusso.
Sono due architetti del groove.
Ogni loro brano nasce come un ingranaggio perfetto.
La chitarra non accompagna il basso.
Il basso non accompagna la batteria.
Tutto dialoga.
Ogni elemento ha uno spazio preciso.
E proprio questa precisione diventerà il loro marchio di fabbrica.
Bernard Edwards non suonava tante note.
Suonava quelle giuste.
Questa è probabilmente la frase che descrive meglio il suo stile.
Molti bassisti impressionano con la tecnica.
Bernard Edwards impressionava con il tempo.
Con il tocco.
Con il suono.
Aveva un modo quasi unico di appoggiare ogni nota sul beat.
Mai troppo avanti.
Mai troppo indietro.
Esattamente dove doveva essere.
È una qualità difficilissima da insegnare.
Perché non si studia su un libro.
Si sviluppa ascoltando.
Respirando.
Suonando insieme agli altri.
Ed è probabilmente questo il motivo per cui, ancora oggi, tantissimi professionisti lo considerano uno dei bassisti più eleganti della storia del funk.
Una linea apparentemente normale
Se prendi in mano il basso e provi a imparare Good Times, la prima reazione potrebbe essere:
“Tutto qui?”
Non ci sono salti impossibili.
Non ci sono velocità folli.
Non ci sono virtuosismi.
Eppure…
dopo pochi secondi succede qualcosa.
Il piede inizia a muoversi.
La testa segue il tempo.
Il corpo entra naturalmente nel groove.
È qui che si nasconde il vero capolavoro.
Bernard Edwards non scrive una linea difficile.
Scrive una linea inevitabile.
Ogni nota sembra essere l’unica possibile.
Ed è proprio questa la caratteristica delle grandi bassline.
Non ti colpiscono perché sono complicate.
Ti colpiscono perché, una volta ascoltate, non riesci più a immaginarle in un altro modo.
Quando una linea di basso smette di appartenere a una sola canzone
Ed è qui che la storia diventa davvero incredibile.
Perché Good Times non rimane confinata all’interno del mondo disco.
Nel giro di pochissimo tempo quella linea inizia a comparire ovunque.
Influenza musicisti rock.
Bassisti funk.
Produttori pop.
E, soprattutto, diventa uno dei pilastri su cui nascerà un genere musicale completamente nuovo.
L’hip hop.
È difficile trovare un’altra linea di basso che abbia avuto un impatto così trasversale.
E la cosa più sorprendente è che Bernard Edwards probabilmente non immaginava nemmeno quanto lontano sarebbe arrivata la sua idea.

La canzone che cambiò anche l’hip hop
La timeline che hai appena visto racconta una cosa sorprendente.
Good Times non influenzò soltanto altri bassisti.
Influenzò un intero genere musicale.
Nel 1979 uscì Rapper’s Delight della The Sugarhill Gang, considerato da molti il primo grande successo commerciale dell’hip hop.
Se ascolti attentamente il brano, ti accorgerai immediatamente di una cosa.
Il groove è praticamente quello di Good Times.
Non è una semplice ispirazione.
È una reinterpretazione estremamente fedele della linea di Bernard Edwards.
All’epoca il concetto di campionamento era ancora agli inizi e, inizialmente, gli Chic non erano stati coinvolti né informati. La questione portò a una controversia che si concluse con il riconoscimento dei crediti compositivi a Nile Rodgers e Bernard Edwards.
Oggi può sembrare normale.
Nel 1979 fu uno dei primi casi a far capire all’industria musicale che anche un groove poteva avere un enorme valore creativo.
Ed è incredibile pensare che una linea di basso abbia contribuito non solo a far ballare milioni di persone, ma anche a cambiare il modo in cui la musica avrebbe gestito i diritti d’autore negli anni successivi.
Quando John Deacon ascoltò Bernard Edwards
Se hai letto il precedente episodio di Dentro una Bassline, forse ricorderai un dettaglio.
John Deacon era profondamente affascinato dal modo di suonare di Bernard Edwards.
Non lo ha mai nascosto.
Quando iniziò a lavorare a Another One Bites the Dust, aveva in mente proprio quel tipo di groove.
Attenzione.
Non stiamo parlando di una copia.
Stiamo parlando di un’influenza.
È una differenza enorme.
Ogni grande musicista ascolta ciò che è stato fatto prima.
Poi lo rielabora.
Lo trasforma.
Gli dà una nuova identità.
Ed è esattamente quello che fece Deacon.
Se Good Times è il padre…
Another One Bites the Dust è uno dei figli più illustri.
Ed è anche per questo che ho voluto raccontare questi due episodi uno dopo l’altro.
La storia della musica è fatta di collegamenti.
E spesso sono proprio i bassisti a costruire quei ponti invisibili.
Il suono che sembra respirare
C’è un altro dettaglio che mi affascina ogni volta che riascolto Good Times.
Il basso non sembra mai “spinto”.
Non cerca di dominare.
Eppure è impossibile ignorarlo.
Bernard Edwards aveva un tocco inconfondibile.
Ogni nota ha un attacco deciso, ma subito dopo lascia spazio alla batteria, alla chitarra ritmica di Nile Rodgers e a tutto il resto dell’arrangiamento.
È come assistere a una conversazione tra musicisti che si ascoltano davvero.
Ed è forse questa la differenza più grande rispetto a tanti groove moderni.
Oggi spesso cerchiamo volume.
Compressione.
Presenza.
Bernard Edwards cercava equilibrio.
E quando trovi l’equilibrio…
non hai più bisogno di alzare la voce.
🎸 Davide’s Note
Se dovessi scegliere una sola linea di basso da far ascoltare a un ragazzo che vuole capire cos’è davvero il groove…
probabilmente sceglierei proprio Good Times.
Non perché sia difficile.
Anzi.
Perché dimostra una verità che spesso dimentichiamo.
Il groove non nasce dalle dita.
Nasce dalla testa.
Ogni volta che provo questa linea con un allievo succede quasi sempre la stessa cosa.
All’inizio guarda le note.
Poi guarda la mano destra.
Poi prova a “metterci del suo”.
Infine, quasi senza accorgersene, inizia ad ascoltare la batteria.
Ed è proprio lì che cambia tutto.
Perché il groove non è quello che fai tu.
È quello che succede tra te e gli altri musicisti.
Cosa possiamo imparare da Good Times
Ogni episodio di Dentro una Bassline dovrebbe lasciarci qualcosa da portare sul nostro strumento.
Questa volta le lezioni, secondo me, sono queste.
1. Prima il tempo, poi le note
Puoi conoscere mille scale.
Ma se il tuo tempo non è solido, nessuna linea funzionerà davvero.
2. Le ripetizioni non sono noiose
Sono rassicuranti.
Le grandi linee di basso non hanno paura di ripetersi.
Anzi.
Costruiscono identità proprio attraverso la ripetizione.
3. Il suono fa parte della composizione
Non esiste la linea di basso.
Esiste quella linea… con quel suono.
Cambialo.
E cambierà completamente anche la percezione del groove.
4. Ascolta chi è venuto prima
Ogni bassista dovrebbe conoscere Bernard Edwards.
Non per copiarlo.
Ma per capire da dove arrivano tante idee che oggi diamo per scontate.
5. Cerca sempre il groove, non l’effetto
L’effetto dura qualche secondo.
Il groove può durare una vita.
🎯 La Sfida Basswalkers
Questa settimana ti propongo un esercizio diverso dal solito.
Prendi il tuo metronomo.
Impostalo a un tempo comodo.
Suona una sola nota.
Sempre la stessa.
Per due minuti.
L’obiettivo non è annoiarti.
È cercare di farla suonare viva.
Con il giusto attacco.
Con il giusto rilascio.
Con il giusto respiro.
Perché se riesci a dare vita a una sola nota…
sarai già sulla strada giusta per costruire un grande groove.
Conclusione
Ci sono linee di basso che fanno ballare.
Ci sono linee di basso che vendono milioni di dischi.
E poi c’è Good Times.
Una linea che ha insegnato a intere generazioni di musicisti che il groove non si misura dal numero di note.
Si misura da quante persone riesce a far muovere.
Bernard Edwards non ha cambiato soltanto il funk.
Ha cambiato il modo in cui tanti bassisti, da John Deacon fino ai musicisti di oggi, hanno iniziato a pensare il proprio strumento.
E forse è proprio questa la definizione più bella di un classico.
Non un brano che appartiene al passato.
Ma un’idea che continua a vivere ogni volta che qualcuno imbraccia un basso.
Se questo modo di raccontare la musica ti piace…
Nei miei videocorsi cerco di fare esattamente questo: partire dalle grandi canzoni per capire non solo come si suonano, ma soprattutto perché funzionano.
Perché conoscere le note è importante.
Capire le idee che ci stanno dietro lo è ancora di più.
👉 Scopri tutti i videocorsi: https://www.davidemartini.com/video-corsi
👉 Oppure vieni a dare un’occhiata alla pagina dedicata alle lezioni di basso: https://www.davidemartini.com/lezioni-di-basso
📚 Fonti e approfondimenti
Per la stesura di questo editoriale sono stati consultati testi e fonti autorevoli dedicate alla storia degli Chic, di Bernard Edwards e alla nascita di Good Times.
- Le Freak – autobiografia di Nile Rodgers, con numerosi riferimenti alla nascita degli Chic e di Good Times.
- Nile Rodgers – interviste ufficiali e conferenze.
- Rock & Roll Hall of Fame – biografie ufficiali dedicate agli Chic e ai loro componenti.
- The Chic Organization – sito ufficiale dedicato alla storia della band.
- Nile Rodgers Official Website

