NAMM 2026: cosa conta davvero nel nuovo gear per bassisti

Hey Basswalkers!

Il Winter NAMM è finito, le luci si spengono, le stories evaporano…
ma le domande restano:

? Questo gear serve davvero a suonare meglio?
? O è solo roba che sembrava fighissima sotto i neon della fiera?

Ho letto parecchio in questi giorni, incluso un lungo report pubblicato da Guitar Center, e ho deciso di fare una cosa diversa dal solito:
non una lista della spesa, ma una lettura ragionata da bassista a bassisti.

Niente sponsor, niente marche “amiche”.
Solo considerazioni oneste su quello che, secondo me, ha senso davvero.


gear per bassisti

Meno numeri, più vita reale

Il NAMM 2026 conferma una tendenza chiara:
il gear interessante oggi è quello che entra nella vita del musicista, non quello che resta in vetrina.

Sempre più prodotti puntano su:

  • leggerezza

  • versatilità

  • integrazione con pedali e DI

  • gestione intelligente del suono

Ed è un bene. Perché la realtà è questa:
la maggior parte di noi non suona in arene da 20.000 persone.


Amplificazione: potenza sì, ma con cervello

Marchi come Aguilar e Orange mostrano due strade diverse ma coerenti:

  • combo e testate più compatte

  • IR integrati

  • soluzioni per silent stage

  • suono “grande” anche a volumi umani

Tradotto:
meno mal di schiena, più controllo, più serenità sul palco.


Effetti e multi-effetti: finalmente meno menu

Il nuovo corso di BOSS va in una direzione che apprezzo molto:
meno diving nei menu, più immediatezza.

I multi-effetti moderni non sono più “per principianti” o “per nerd”:
sono strumenti di lavoro, soprattutto se suoni generi diversi o fai tante situazioni diverse.


Bassi elettrici: ergonomia prima di tutto

Qui il NAMM 2026 è stato chiarissimo.

Ibanez, ESP, Spector e Squier puntano tutti su:

  • comfort

  • peso ridotto

  • maneggevolezza

  • strumenti che non ti stancano dopo due ore

È una scelta matura.
Perché se lo strumento ti mette in difficoltà, non suonerai mai rilassato.


Il vero filo rosso del NAMM 2026

Se dovessi riassumere tutto in una frase, direi questa:

? Il gear del 2026 non promette miracoli.
Promette di non ostacolarti.

Ed è esattamente quello che serve a chi studia, suona, insegna o lavora con la musica oggi.


Nota didattica (sì, sono sempre io ?)

Tutta questa roba ha senso solo se sai cosa farci.
Lo dico sempre: il gear non sostituisce il metodo.

Se vuoi lavorare davvero su:

  • suono

  • controllo

  • consapevolezza

  • approccio professionale

sul mio sito trovi i videocorsi di basso elettrico, pensati proprio per trasformare lo strumento in uno strumento, non in un feticcio.

? https://www.davidemartini.com/video-corsi


Conclusione

Il NAMM 2026 non ci dice “compra questo”.
Ci dice: scegli meglio.

E per un bassista, oggi, è una notizia eccellente.