San Patrizio, musica e Guinness: perché l’Irlanda continua a farci ballare
Hey Basswalkers!
Il 17 marzo è una di quelle giornate in cui il mondo intero diventa improvvisamente un po’ più verde.
Ogni anno, in questa data, milioni di persone celebrano la cultura irlandese tra musica, pub e tradizioni.
È il giorno di San Patrizio, patrono d’Irlanda.
E anche chi non ha mai messo piede a Dublino, per qualche ora si sente parte della festa.
Birre scure, musica nei pub, gente che canta a squarciagola.
Insomma: non esattamente una celebrazione silenziosa.
Chi era davvero San Patrizio
Storicamente San Patrizio è il missionario che nel V secolo portò il cristianesimo in Irlanda.
Secondo la tradizione utilizzava il trifoglio per spiegare il concetto della Trinità, ed è proprio per questo che oggi il trifoglio è uno dei simboli nazionali irlandesi.
Col tempo il St. Patrick’s Day è diventato molto più di una ricorrenza religiosa.
È una gigantesca celebrazione dell’identità irlandese.
Parate, musica, pub pieni e — ovviamente — fiumi di Guinness.
San Patrizio e la musica irlandese nei pub
C’è una cosa che colpisce chiunque visiti l’Irlanda.
La musica non è solo spettacolo.
È parte della vita quotidiana.
Nei pub di Dublino o Galway può capitare che qualcuno inizi a suonare un violino, un bodhrán o una chitarra e nel giro di pochi minuti tutta la stanza stia cantando.
La tradizione folk irlandese è una delle più ricche d’Europa.
Melodie tramandate da generazioni, spesso veloci, malinconiche o irresistibilmente ballabili.
E quella tradizione ha influenzato tantissima musica moderna.
Dal folk al rock: l’Irlanda che ha conquistato il mondo
Quando si parla di musica irlandese moderna è impossibile non citare gli U2.
Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. hanno trasformato una band di Dublino in uno dei gruppi più importanti della storia del rock.
Adam Clayton, in particolare, ha costruito uno stile di basso molto riconoscibile:
linee pulite, melodiche, spesso essenziali ma sempre perfettamente integrate nel suono della band.
Un esempio perfetto di basso che serve la canzone senza bisogno di esagerare.
L’Irlanda tra tradizione e rock
Accanto al rock più mainstream esiste un’altra anima musicale irlandese.
Quella dei The Pogues, band che ha mescolato folk tradizionale e attitudine punk.
Con Shane MacGowan alla voce hanno trasformato la musica irlandese in qualcosa di sporco, romantico e irresistibile, portando le storie dei pub di Dublino sui palchi di mezzo mondo.
Ma se vogliamo capire davvero l’anima della musica irlandese dobbiamo citare anche The Dubliners.
Per decenni sono stati i custodi della tradizione folk dell’isola:
ballate, canzoni popolari, storie di mare, di emigrazione e di vita nei pub.
Il loro modo diretto e genuino di suonare ha contribuito a mantenere viva una tradizione musicale che oggi continua a influenzare artisti folk, rock e perfino punk.
Un esempio perfetto di come una tradizione musicale possa continuare a vivere e trasformarsi nel tempo.
Se vuoi entrare nello spirito della musica irlandese, prova ad ascoltare:
The Irish Rover – The Dubliners
Whiskey in the Jar – Thin Lizzy
Fairytale of New York – The Pogues
With or Without You – U2
Zombie – The Cranberries
In pochi minuti si capisce quanto la musica irlandese sia capace di passare dalla tradizione al rock moderno.
Phil Lynott e l’Irlanda che ha inventato il rock celtico
Se parliamo di bassisti irlandesi, però, c’è un nome che merita uno spazio speciale: Phil Lynott.
Fondatore e leader dei Thin Lizzy, Lynott è stato uno dei musicisti più importanti della storia del rock europeo.
Il suo stile di basso univa groove, melodie e un forte senso narrativo.
Non era solo un bassista: era un frontman carismatico, autore di brani iconici come The Boys Are Back in Town e Whiskey in the Jar, quest’ultima una rilettura rock di una tradizionale ballata irlandese.
Con i Thin Lizzy, Lynott ha dimostrato che la tradizione musicale irlandese poteva convivere perfettamente con il rock.
E per molti bassisti rimane ancora oggi un riferimento assoluto.
Un piccolo assaggio di musica irlandese
Se volete entrare davvero nello spirito della musica irlandese, vi lascio anche un piccolo esempio.
Qualche tempo fa ho registrato una mia versione di una delle ballate tradizionali più famose, The Irish Rover.
Se vi va di ascoltarla, la trovate qui:
? https://youtu.be/U08ULwt4kcs?is=WmT9M5T7WXAGaEeN
Irlanda, rugby e identità
C’è un’altra cosa che lega profondamente gli irlandesi oltre alla musica.
Il rugby.
Chiunque abbia visto una partita dell’Irlanda al Six Nations sa di cosa parlo.
C’è un senso di comunità fortissimo.
Lo stesso che si respira nei pub durante una session musicale.
E proprio in questi giorni anche noi italiani abbiamo avuto una piccola grande soddisfazione: la storica vittoria dell’Italia contro l’Inghilterra nell’ultimo Six Nations.
Una bella impresa, soprattutto considerando che inglesi e irlandesi sono rivali storici sul campo da rugby.
Da appassionato di rugby — la mia seconda passione dopo la musica — ogni volta che vedo l’Irlanda giocare penso sempre alla stessa cosa:
quella capacità tutta irlandese di mescolare orgoglio, tradizione e spirito di festa.
San Patrizio, musica irlandese e un brindisi finale
Quindi oggi facciamo quello che probabilmente stanno facendo anche a Dublino, Cork o Galway.
Alziamo un bicchiere di Guinness.
Mettiamo su un po’ di musica irlandese.
E brindiamo a una cultura che ha regalato al mondo:
melodie indimenticabili
grandi band rock
pub pieni di musica
e qualche partita di rugby epica.
Sláinte!
E un saluto virtuale a tutti i miei amici irlandesi.

