Ehi Basswalker!

 

Ti sei mai chiesto qual è il modo più veloce per imparare o migliorare con il basso? E se sì, hai mai trovato una risposta?

 

Oggi voglio provare a fare un po’ di ordine nel marasma di offerte didattico-musicali che possiamo trovare là fuori; e quando dico là fuori non intendo solo nel complicato mondo del web, ma anche letteralmente là, fuori dalla porta di casa, dove, se abiti in un comune con almeno qualche migliaio di abitanti, probabilmente troverai almeno una scuola di musica.

 

Già, perché è innegabile che negli ultimi trent’anni, il numero di scuole private sia cresciuto a dismisura; chi come me iniziava a suonare uno strumento a cavallo degli anni ’80 e ’90, non aveva molte scelte: se volevi intraprendere un percorso serio (e dovevi capirlo alla svelta), avevi un’unica possibilità: il Conservatorio.

 

Se invece avevi intenzione di suonare per diletto, le possibilità erano due: o te la giocavi da autodidatta, seguendo qualche consiglio di conoscenti, e ascoltando tanti dischi, oppure, se ne avevi la possibilità, trovando qualcuno degli allora rarissimi e costosissimi insegnanti privati: musicisti rigorosamente diplomati in Conservatorio e che in ogni caso ti riempivano di informazioni teoriche, solfeggio e pratica “old style” …

 

Oggi, proprio grazie al proliferare di scuole private e insegnanti di ogni ordine e grado, le cose sono cambiate parecchio. Come dicevo prima, quasi in ogni Comune d’Italia si trova almeno una scuola di musica privata, che quasi sempre affianca al percorso “classico” quello che viene definito “moderno”, o “pop”, a volte addirittura estremizzato in “rock”; è davvero un bene?

 

 

 

Cerchiamo di capirlo insieme facendo alcune considerazioni: di sicuro l’elevato numero di scuole ha portato ad una notevole riduzione dei costi, semplicemente per la legge di domanda/offerta; al giorno d’oggi è possibile intraprendere un percorso musicale con poche decine di euro al mese: magari lezioni da mezz’ora, magari ogni due settimane, eccetera; insomma le scuole hanno davvero una moltitudine di soluzioni per tutte le tasche.

Il più delle volte sono davvero la soluzione ottimale per chi vuole suonare uno strumento senza però avere un impegno eccessivo; spaventa ancora tutti l’idea di esercitarsi almeno un’ora al giorno, solfeggiare, imparare a leggere, imparare l’armonia…Se uno lavora, non riuscirà mai a fare tutto! E la scuola “di paese” ti concede di non farlo, ma al contempo, di imparare comunque qualcosa, divertendoti.

 

L’insegnante privato è un po’ diverso.

Innanzitutto, è per forza più costoso; le lezioni dureranno quasi sempre un’ora e chi le tiene generalmente garantisce un servizio più “completo” rispetto ad una scuola; senza contare che non ci sono vincoli, non hai una vera e propria iscrizione, non entri a far parte di un’Associazione, insomma sembrerebbe tutto molto più libero e gestibile.

 

Ora: sicuramente aver intensificato e diversificato l’offerta ha dato accesso a molte più persone allo studio della musica, rispetto a molti anni fa; si è alzato il numero di persone che suonano o “strimpellano” uno strumento, ma sul totale, sicuramente si è un po’ abbassato il livello. Primo perché naturalmente, lo studio saltuario e non approfondito non genera sicuramente musicisti eccelsi ma musicanti mediocri; e in parte anche perché, spesso, anche il livello degli insegnanti in queste scuole non è elevatissimo. Come è possibile? Direte voi.

 

Dovete sapere che, intorno agli anni ’80, alcuni musicisti italiani, trasformandosi in abili imprenditori, hanno deciso di dare vita ad un nuovo tipo di scuola di musica: la scuola privata orientata al pop. Insomma, una scuola che avrebbe dovuto sostituire il Conservatorio per tutti quelli poco avvezzi alla musica classica, ma che volevano fare i musicisti, nella vita.

Idea meravigliosa sulla carta! Se non fosse che siamo in Italia e come tutte le buone idee, anche questa ha preso subito una deriva “furba”. Queste scuole sono fin da subito costosissime e di contro passare gli esami è la cosa più semplice del mondo… Questo genera una moltitudine di diplomati di basso livello che però con quello che hanno pagato vogliono che la promessa fatta loro di diventare dei professionisti sia mantenuta! Il problema è che loro sono sempre di più, e dall’altro lato i posti in cui suonare per vivere di musica sempre di meno… Ed ecco che ripiegano tutti sull’insegnamento; prima da privati, poi alcuni aprono scuole, altri ancora li imitano, scuole, scuole, scuole… Tutti impegnati finalmente! Anche quelli che non hanno imparato praticamente nulla… Chiaro?

 

Ora, non sono certo tutti così, per fortuna… E in più i Conservatori al giorno d’oggi hanno aperto al pop, quindi per lo meno la preparazione anche di questi musicisti sulla carta dovrebbe migliorare (il condizionale è d’obbligo, purtroppo molti Conservatori stanno prendendo la deriva delle prime scuole private).

 

Quindi? Dove voglio arrivare?

 

Come sempre, ognuno deve guardare il suo interesse e decidere: vuoi fare il professionista? Diplomati in Conservatorio e dopo il diploma trova un insegnante super che ti aiuti a migliorare costantemente.

Vuoi suonare per diletto ma raggiungere ottimi livelli? Va bene la scuola privata, informati sugli insegnanti e scegli; dopodiché studia, altrimenti la colpa sarà solo tua…

 

Vuoi suonare per diletto, imparare il più possibile ma il tempo è quello che è e i soldi pure? Se hai una scuola vicino a casa vai subito!

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