Perché Studiare Jazz per Basso Elettrico: Consigli e Vantaggi

 

Ehi Basswalker!

Hai mai pensato all’importanza di studiare jazz per basso elettrico? Se hai mai studiato seriamente con un insegnante, probabilmente ti sarà stato consigliato più volte di approfondire questo genere musicale. Magari fino a quel momento non lo avevi mai preso in considerazione, ma non sei il solo. Ti confesso che anch’io, quando mi sono avvicinato allo studio del basso, ho avuto lo stesso scetticismo verso il jazz.

 

 

Inizialmente, il jazz mi sembrava un genere difficile, dissonante e quasi casuale. Non riuscivo a capire come potesse piacere alle persone, e in realtà non conoscevo molte persone che lo ascoltassero. Tuttavia, con un po’ di senso del dovere, ho deciso di dargli una chance, e devo dire che, col tempo, ho iniziato ad apprezzarlo. Anche se alcuni stili, come il free jazz, ancora oggi non mi piacciono del tutto, il jazz in generale ha iniziato a intrigarmi e a diventare parte del mio percorso musicale.

Ma perché il jazz sembra così difficile da ascoltare? E perché è così utile per un bassista? Il jazz non fa parte della nostra tradizione musicale europea. La nostra cultura musicale è basata su melodie armoniose e sulla distinzione tra consonanze e dissonanze, come quelle che troviamo nella musica classica. Il jazz, invece, è una musica afroamericana, basata sull’improvvisazione e su principi diversi. L’evoluzione del jazz è stata molto più rapida di quella della musica classica, grazie anche all’avvento della registrazione sonora.

Se vuoi studiare jazz per basso elettrico, ti consiglio di avvicinarti alle sue forme più accessibili, come lo swing delle big band degli anni ’20 e ’30. Le incisioni di Glenn Miller, Count Basie e Duke Ellington sono un buon punto di partenza, poiché hanno un’influenza dalla musica colta bianca e sono più vicine al nostro gusto occidentale. Anche le voci del jazz degli anni ’30, con i loro “standard,” rappresentano una parte importante della storia del jazz, nata per rassicurare le masse dopo la crisi del ’29.

Il jazz ha iniziato a cambiare negli anni ’40 con il bebop, un movimento musicale che ha portato il jazz a diventare più esclusivo e meno accessibile per il grande pubblico. Questo ha contribuito all’ascesa del rhythm’n blues e, più tardi, del rock’n roll. Ma per chi studia il basso elettrico, imparare il jazz significa sviluppare una maggiore comprensione dell’armonia, della melodia e dell’improvvisazione.

Quindi, se pensi che il jazz sia “inascoltabile”, ti chiedo di dargli una chance. Parti dalle radici, esplora il sound dello swing delle big band, e scoprirai quanto può essere affascinante questo genere musicale, anche per migliorare la tua abilità al basso elettrico.

Buon ascolto e buon studio!