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LEZIONI DI BASSO: SCALA MINORE A CHI?

LEZIONI DI BASSO: LA SCALA MINORE

E’ giunto il momento di imparare a suonare anche la scala minore sul basso.

Ebbene si, se avete seguito fin qui le mie lezioni, a questo punto dovreste avere una discreta conoscenza di quello che sono le scale, e una buona confidenza con alcune parole come “tono”, “semitono”, “modo”. Se così non fosse, prima di proseguire nella lettura e nella visione di questa nuova video-lezione di basso, vi suggerisco vivamente di andare a rivedervene qualcuna delle precedenti…

Il primo concetto da avere ben saldo per affrontare un argomento tipo questo da un punto di vista prettamente teorico è quello di “modo” di una scala. Ricordate cosa abbiamo detto a proposito della scala maggiore? Bene. Per definire una scala minore dobbiamo per prima cosa definire il suo modo, il “modo minore”, appunto.

Il modo minore è il seguente (mi raccomando, cercate di impararlo a memoria ):

T – S – T – T – S – T – T

Questo vuol dire che, applicandolo ad una nota di partenza ( ad esempio LA ), otterremo la scala minore di quella nota ( ad esempio LA minore ).

La scala minore ha una sua diteggiatura precisa sul basso ( vi suggerisco di guardare il video, per questo ), che, volendo ben vedere è un pò più semplice anche di quella della scala maggiore. Una volta capito cos’è, come si costruisce grazie al modo, e imparata bene la diteggiatura, non vi resta altro da fare che provarvela in diverse posizioni sulla tastiera, applicandoci magari qualche ritmica presa dai cari vecchi esercizi di tecnica visti in precedenza, e cercare di prender confidenza.

 

Un altro concetto fondamentale riguardante le scale minori è quello delle cosiddette SCALE RELATIVE. Cosa significa scala relativa? Una scala relativa minore è una scala che ha le stesse note di una scala maggiore, ma MODO diverso. Prendiamo ad esempio la scala di DO maggiore ( do re mi fa sol la si do  per chi ancora non lo sapesse ); esiste una scala minore che ha le stesse identiche note, ovvero nessuna alterazione? Ebbene si: provate a costruire la scala di modo minore partendo dalla note LA; osserverete che la scal ottenuta sarà LA SI DO RE MI FA SOL LA; ovvero una scala fatta di sole note naturali, ma che inizia dal LA. Questa scala, di LA minore, appunto, si dice essere la relativa minore della scala di DO maggiore.

Ogni scala maggiore ha la sua scala relativa, che si ricava sulla nota che abbiamo un tono e mezzo sotto ( o, per chi preferisce, sul sesto grado della scala maggiore ); ad esempio la relativa di RE maggiore sarà SI minore, la relativa di FA maggiore sarà RE minore e via dicendo…

L’ultimo argomento trattato nel video riguarda un aspetto molto interessante a proposito di scale minori; se paragonata alla scala omonima maggiore ( esempio DO maggiore con DO minore ), una delle prime cose che salta all’occhio ( anzi, meglio, all’orecchio ) è che, nel suonarla in senso ascendente, la scala minore una volta arrivati al settimo grado manca di quella “tendenza” a voler “chiudere”, ovvero risolvere sulla nota successiva, l’ottava. Questa tendenza è data dalla mancanza di quella nota denominata “sensibile”, il settimo grado tipico della scala maggiore, che, data la distanza di un solo semitono con l’ottava, porta il nostro orecchio a voler sentire la chiusura sulla stessa. Si è pensato, quindi, di creare una nuova scala minore, che avesse le stesse note di quella appena vista, tranne l’ultima, la settima, appunto, che viene innalzata di un semitono… La scala così ottenuta sarà, nel caso di LA come tonica: LA SI DO RE MI FA SOL# LA, e prenderà il nome di SCALA MINORE ARMONICA. Ci si riferirà alla precedente invece, con il nome di SCALA MINORE NATURALE.

Ma non è finita…

Alzare il settimo grado comporta un “salto” di be un tono e mezzo tra 2 gradi della scala ( 6° e 7° ) cosa sicuramente abituale mella musica orientale ( l’avrete notato suonandola ), ma abbastanza insolito invece per noi occidentali. E quindi? Direte voi…

E quindi si è pensato di creare una nuova scala minore, che avesse, oltre al settimo, anche il sesto grado alzato di un semitono. Ecco la scala risultante, iniziando sempre dal LA:

LA SI DO RE MI FA# SOL# LA

Questa prende il nome di SCALA MINORE MELODICA.

( A proposito della scala minore melodica ricordate che nel suonarla in senso discendente torna ad essere minore naturale ).

Per i dettagli e per come suonare queste scale non posso fare altro che rimandarvi al video.

Spero di esservi stato utile, mi raccomando suonate sempre avendo estrema cura dell’impostazione e delle diteggiature suggerite, e se avete problemi di qualunque tipo non esitate a contattarmi.

BUON BASSO!

 

Di |2018-07-05T08:56:20+02:00Luglio 6th, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su LEZIONI DI BASSO: SCALA MINORE A CHI?

LEZIONI DI BASSO ELETTRICO: LE SCALE MAGGIORI

LEZIONI DI BASSO: LE SCALE MAGGIORI

Tutto il mondo è fatto a scale, direte voi. Scale maggiori, per l’esattezza.

In che senso? Cos’ è una scala maggiore?, In generale, in  musica, cosa si intende per scale, e perchè tutti ne parlano? Tutti dicono che sono importanti, e che dobbiamo studiarle?

E noi, che volevamo solo suonare il basso, perchè siamo costretti a relazionari con le scale?

 

 

Calma, andiamo con ordine. Innanzitutto vediamo di capire cos’è una scala, secondo la teoria musicale, in generale. Per scala intendiamo una sequenza di suoni ( note ) disposte dalla più bassa alla più alta ( e/o viceversa ) secondo un preciso schema di toni e semitoni. Questo “schema” viene chiamato anceh MODO ed è quello che definisce una determinata scala, dandole pure il nome. A esempio chiamiamo scala MAGGIORE quella che ha il seguente modo:

T – T – S – T – T – T- S

Se iniziamo dalla nota DO ed applichiamo questo modo, otteniamo la seguente scala:

DO – RE – MI – FA – SOL – LA – SI – DO

Ovvero la scala per eccellenza , quella che ci insegnano fin dai tempi dell’odiatissimo flauto dolce… Bene: questa scala prende tecnicamente il nome di scala di DO MAGGIORE. “Di Do” semplicemente perchè inizia dalla nota do, “maggiore” perchè, a partire da quella nota, abbiamo applicato il modo maggiore.

Ora: se noi iniziamo da un’altra nota, qualsiasi ed applichiamo il modo maggiore, otterremo la scala maggiore di…quella nota (es. da RE scala di re maggiore, da FA scala di fa maggiore, e via dicendo ).

Sul basso elettrico ci sono diversi modi, alias diverse “diteggiature” utili a suonare una determinata scala sul basso.

Ora, appurato che per il momento ci interessa parlare in particolare solo del modo maggiore, concentriamoci su questo, cercando di capire dove si suoneranno le scale maggiori sulla tastiera del basso elettrico.

Iniziamo dalla scala di do: prendiamo il nostro do al 3° tasto della 3^ corda, e da li applichiamo il modo maggiore, ovvero ci spostiamo di un tono, poi ancora di un tono, ecc. Facciamo molta attenzione in questa fase ad aiutarci con le note delle corde a vuoto ( re, e sol in particolare su DO maggiore ), e troviamo la diteggiatura più corretta per eseguire tutta la scala senza fatica.

Immediatamente dopo proviamo a fare la stessa cosa posizionandoci sulla nota SOL, che troviamo sempre al 3° tasto, ma, questa volta, della 4^ corda.

Noteremo come, essendo il modo sempre quello maggiore, avremo una diteggiatura veramente simile a quella di do maggiore, ma riportata su una corda sopra ( qui il video può aiutarvi sicuramente a capire meglio ).

Le difficoltà possono iniziare nel cercare note e diteggiature delle scale di Re, La e MI maggiore. Quindi il consiglio che vi do, da qui in poi è quello di guardare il video e lasciarvi guidare da suggerimenti e dagli esercizi, che trovate nella sezione download del sito, nonchè, in forma estesa, sul mio libro, acquistabile qui.

Per oggi è tutto, linea..a voi e buon basso!

 

 

Di |2018-07-13T16:08:45+02:00Giugno 15th, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su LEZIONI DI BASSO ELETTRICO: LE SCALE MAGGIORI

LEZIONI DI BASSO: LE SCALE PENTATONICHE…E QUINDI?

LE SCALE PENTATONICHE

Le scale pentatoniche sul basso: Perchè, si usano? Ma non le usavano i chitarristi per fare gli assoli?

 

So che la domanda vi sarà sorta spontanea, a voi, che siete alla costante ricerca di nuove lezioni di basso. Ebbene, la risposta non può essere che si: le scale pentatoniche si usano anche sul basso elettrico. In generale, quando si parla di scale, accordi, teoria, armonia, dobbiamo sempre pensare che sia tutto riferito alla musica in generale, e quindi applicabile a tutti gli strumenti.

Su una cosa, se, come penso, avete ragionato, non posso darvi torto: quando ci si avvicina al mondo della scale pentatoniche lo si fa principalmente con lo scopo di avvicinarsi di riflesso all’improvvisazione, ai “soli”; e il basso, sappiamo tutti, non è, o per lo meno, non dovrebbe essere, esattamente uno strumento solista…Non lo è forse neanche nella sfera del jazz, figuriamoci in ambienti più vicini al rock o simili.

Ciò non toglie che: 1 comunque le scale pentatoniche possono risultare utili anche sul nostro basso elettrico, in fase di costruzione di riff, per esempio, o se vogliamo prenderci quell’attimo di libertà in cui infilare un “fill”, una breve frase melodica alla fine di un determinato giro che può essere utile a rientrare sul giro successivo variando un pò le cose ( equivalente della rullata di batteria, per intenderci ). 2 “Anche i ricchi piangono”, si dice, giusto? E allora perchè non dire “Anche i bassisti fanno i soli”… Non spesso, ma può capitare, quindi meglio essere pronti ad ogni evenienza…

Detto questo, perchè proprio le scale pentatoniche, e che cosa sono? Una scala pentatonica, come dice la parola stessa, è una scala di sole 5 note, e, esattamente come i tecnici audio dicono spesso durante i concerti live o le studio sessions “meno microfoni, meno problemi”, noi allo stesso modo potremmo dire “meno note, meno problemi”…

Per conoscere esattamente nel dettaglio le scale pentatoniche vi rimando al video, sarebbe troppo lungo e noioso descriverle in parole scritte; oltretutto, se proprio vi dovesse interessare un vero e proprio discorso con tanto di pentagrammi a dimostrare il tutto, vi rimando al mio libro “Il basso elettrico dalla A alla F”, che trovate qui, in cui spiego nel dettaglio tutto ciò che dovete sapere.

Quindi, per ora, non mi rimane che augurarvi buona visione e…

Buon basso!!

Di |2018-07-13T16:15:21+02:00Giugno 8th, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su LEZIONI DI BASSO: LE SCALE PENTATONICHE…E QUINDI?

I 5 RITMI FUNKY CHE TUTTI POSSONO SUONARE DA SUBITO

I 5 RITMI FUNKY CHE TUTTI POSSONO SUONARE DA SUBITO

I ritmi funky, sul basso, sono i più affascinanti.

 

E su questo, credo, nessuno possa e voglia discutere. Chiunque si avvicini al basso elettrico, prima o poi si imbatte in questo meraviglioso genere, o, anzi, più spesso avviene il contrario, ovvero ci si avvicina al basso dopo aver conosciuto questa musica, il funky, elemento portante di tutta la black music.

Che cos’è il funky? Da dove nasce? Come si suona?

Non basterebbero tutte le pagine di questo sito per sviscerare realmente tutto quello che c’è da dire a proposito, e, oltretutto non è lo scopo di questo articolo, e di questo video. L’unica cosa che vorrei fare, qui, è dare degli input, a chi è realmente interessato ad apprendere alcuni elementi di questo meraviglioso stile, sul basso elettrico.

Come sempre, consiglio a chi non dovesse conoscere nulla o poco della musica in questione, di farsi inizialmente una cultura, semplicemente con l’ascolto; al giorno d’oggi la parola funky richiama a molti gruppi un pò più attuali, quali possono essere i Red Hot Chili Peppers, che grazie al genio di Flea hanno saputo mescolare con maestria altri generi al funk, dal rap al rock, e i risultati sono sotto gli occhi ( e le orecchie ) di tutti. Ma il funky, quello un pò più puro, nasce da più lontano, e quindi vi rimando all’ascolto di James Brown, per esempio, o band come i Funkedelic, Sly and Family Stone, solo per citarne alcuni, ma anche gli Earth Wind and Fire, e, naturalmente i Tower of Power del grande Rocco Prestia.

Per iniziare a suonare da zero un genere così complesso e intrigato ritmicamente, l’unica cosa che vi posso consigliare è partire da elementi un pò più semplici, come possono essere i groove che vi propongo nel video.

Trovate la spiegazione di come eseguirli, la partitura in notazione tradizionale e le tabs, e potrete scaricare anche i loop di batteria su cui esercitarvi, una volta che sarete riusciti ad eseguirli a velocità interessanti.

Nel video, ovviamente trovate tutti i suggerimenti per eseguirli al meglio, e, perchè no, per provare anche a cercare delle vostre varianti, funzionali a ciò che stare suonando e vorrete rendere funky!
Non mi resta che augurarvi buon lavoro, e… Buon Funky!!!

Di |2018-07-13T16:06:49+02:00Giugno 1st, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su I 5 RITMI FUNKY CHE TUTTI POSSONO SUONARE DA SUBITO

LEZIONI DI BASSO: 7/4? 9/8? IMPARA COME SUONARE TEMPI DIFFICILI SUL BASSO

Hai problemi coi tempi difficili sul basso? Scopri come affrontarli!

 

Se anche tu almeno una volta ti sei chiesto ” Ma come si fa a suonare certi tempi difficili sul basso?” Allora, probabilmente, questo è il video che fa per te!

E’ normale prassi, per un aspirante bassista, incontrare sempre o quasi, all’inizio, brani in tempo classico di 4/4; ma appena succede qualcosa di diverso, come può essere un numero dispari o un multiplo di 3, molti si arenano…

E’ dunque così difficile affrontare un tempo così “diverso”? la risposta può essere “no”, ma ovviamente bisogna sapere come fare.

Per ora tutto quello che posso dirti è di rilassarti, stapparti una birretta, aprire il video e guardartelo tutto d’un fiato, fino alla fine. Poi riguardalo, cercando di focalizzarti su un argomento alla volta; per esempio sulla parte in cui mi soffermo a parlare della differenza tra tempi binari e ternari! Ecco, lì dovresti passarci qualche minuto in più, provare ad eseguire alcuni dei passaggi che descrivo sul tuo basso, cercando di capire il “feel”, ovvero di comprendere realmente, quasi “fisicamente” la differenza tra suddivisione binaria e ternaria.

Allo stesso modo è utile, al fine di prendere confidenza con il “numeratore dispari”, focalizzare l’attenzione su una cosa sola per volta; quindi utilizza uno dei brani che suggerisco come esempi, e cerca di percepire il… “dispari”; suonalo e risuonale più volte, deve diventare uno dei brani che conosci meglio a memoria, devi, come si suol dire “farlo tuo”; prova a passare poi ad un altro brano ed un altro ancora, più volte.

Alla fine di questo lavoro di ricerca di brani dai tempi dispari, potrai provare a cimentarti nella composizione del tuo primo riff di basso dispari! Armati di carta e penna, e ovviamente il tuo fido basso elettrico; inizia suonando ( ed eventualmente scrivendo realmente su un foglio ), un ‘idea, composta ad esempio da 7 note ( se stabilisci che il tuo tempo dispari sia un 7/4 ), magari sulle note di una scala pentatonica. Poi rielabora l’idea iniziale aggiungendo poche e semplici varianti ritmiche ( magari qualche nota da un ottavo qua e la ); e via così…

Prova, riprova, scrivi, riscrivi, suona, risuona… E vedrai che arriverai ad un punto in cui nessun tempo diverso dal 4/4 ti sembrerà più strano.

Un altro nuovo “basso avanti”sarà stato fatto! E un altro tassello per la costruzione del tuto essere bassista sarà stato piantato.

Allora buon basso!!

 

La chiave di basso

Di |2018-07-13T16:13:49+02:00Maggio 18th, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su LEZIONI DI BASSO: 7/4? 9/8? IMPARA COME SUONARE TEMPI DIFFICILI SUL BASSO

LEZIONI DI BASSO: SUONARE IL BASSO CON 3 NOTE

COME SUONARE TUTTO CON SOLO 3 NOTE!

Lo so, a questo punto, con una frase del genere, sembra che io vada a dare ragione a chi pensa che suonare il basso sia facile…

 

In realtà le cose si complicheranno un pò quando scoprirete che le 3 note a cui mi riferisco, sul basso sono, come de resto un pò su tutti gli strumenti, quelle che formano la cosiddetta “triade”; e non sto parlando di qualcosa di mistico, state tranquilli…

In musica per triade si intende un accordo formato da sole 3 note ( ma questo, se avete seguite qualcun altra delle mie video lezioni di basso, dovreste già saperlo ). Così come dovreste già sapere che una triade formata dalla prima, la terza e la quinta nota della scala maggiore, si chiama triade maggiore.

Benissimo. Quello che state per scoprire può cambiare radicalmente la vostra vita. In meglio, sia chiaro.

Ok, forse ho esagerato, non cambierà la vostra vita, ma di sicuro la vostra vita musicale, o per lo meno il vostro modo di suonare il basso elettrico, questo si, potrebbe farlo.

Per dire di conoscere realmente gli accordi, dovrete prendere confidenza con il concetto di “rivolti”. Cos’è un rivolto? Un rivolto è una posizione dell’accordo, che vede al basso una nota che non sia la tonica. Ogni accordo ha, quindi, tanti rivolti quante sono le sue note meno una. Per fare un esempio, la triade maggiore ha posizione fondamentale I -III – V; il suo primo rivolto sarà: III –  V – I ( dove I verrà ovviamente suonato all’ottava superiore ); il secondo rivolto sarà V – I – III.

Per noi bassisti questa cosa significa letteralmente guadagnare 2 posizioni “nuove” sulla tastiera del basso per poterli suonare; ma… A cosa mi serve tutto ciò?

Innanzitutto ad esplorare ancora meglio la tastiera e scoprire dove potere suonare alcune note anche molto acute, sfruttando gli intervalli contenuti negli accordi; in secondo luogo, la conoscenza delle note facenti parte degli accordi aiuta tantissimo in fase di composizione, di qualunque tipo, quindi sia che vogliate costruire delle potenti linee di basso per accompagnare, sia che siate interessati all’idea del solo di basso, da qui, comunque, dovrete partire.

Come unire tutte queste cose? Beh, direi che è giunto per voi il momento di guardare il video, in cui cerco di dare esempi pratici di come portare sul basso tutto quello che vi hi raccontato in queste righe.

Buona suonata!

Lezioni di basso

Lezioni di basso elettrico

Di |2018-07-13T16:16:31+02:00Maggio 12th, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su LEZIONI DI BASSO: SUONARE IL BASSO CON 3 NOTE

LEZIONI DI BASSO: IMPARA SUBITO TUTTE LE NOTE DELLA TASTIERA

LEZIONI DI BASSO: IMPARA SUBITO TUTTE LE NOTE DELL TASTIERA

 

 

Se avete seguito un pò delle mie lezioni di basso, vi sarete accorti che, spesso e volentieri, cerco di rispondere a dei quesiti che sono abbastanza comuni tra chi si avvicina allo strumento.

E anche oggi, in questa nuova vorrei aggiungere un tassello a queste lezioni di basso, che definire fondamentale sarebbe riduttivo.

Uno dei quesiti che mi sento rivolgere più spesso è ” Ma come faccio ad imparare tutte le note sulla tastiera?” oppure “Ma tu sai veramente dove sono tutte le note sul basso?“.

Ebbene, se anche tu sei tra quelli che si pongono questi quesiti, probabilmente sei arrivato nel posto giusto: sarà proprio qui, all’interno di una delle mie consuete lezioni di basso, che cercheremo di svelare il mistero…

Sei pronto? Armati del tuo basso, ampli, e un pò di pazienza.

Già, la pazienza, questa sconosciuta. Sembra che sempre di più, col passare del tempo, aumenti il numero di coloro che vorrebbero imparare le cose subito, senza perderci molto tempo. Francamente trovo questa pratica abbastanza sconveniente, ma va da sè che il mondo va così, e non sono certo io a poterlo cambiare, sembrerebbe. La pazienza, in questo caso, ci porterebbe ad un percorso di studi tradizionale, in cui, per imparare realmente dove sono tutte le note sulla tastiera del basso, bisognerebbe partire da un buon esercizio sulla lettura del pentagramma, qualche nozione teorica, e via via, conoscere tutto sempre meglio, compresa la tastiera del basso elettrico…

Ma siamo nell’era e nel paese del “fatta la legge fatto l’ inganno”, e quindi, sicuramente, molti vorranno sapere se c’è una scorciatoia per imparare le note sulla tastiera!

Ebbene sì, c’è una scorciatoia; ma sappiate che richiede comunque impegno e dedizione. E comunque richiede un minimo di conoscenza della teoria musicale.

Le nozioni di teoria musicale da conoscere sono, banalmente, la differenza tra tono e semitono, come si individua sul basso elettrico, e come è formata la scala maggiore. Ipotizziamo di iniziare dalla scala maggiore di do. Sapete qual’è vero? Per chi non lo sapesse è questa: do re mi fa sol la si do.

Ora, sempre per chi non lo sapesse, questa scala è caratterizzata un “modo”, detto “modo maggiore”, ovvero una disposizione di toni e semitoni al suo interno che risponde a questo schema: tono-tono-semitono-tono-tono-tono-semitono.

Cosa significa? Che tra le prime 2 note (do-re) abbiamo un tono di distanza, idem tra re e mi, un semitono tra mi e fa, e così via…

Ora: considerate che la tastiera del basso elettrico è divisa in semitoni, ovvero un tasto=un semitono; va da sè che 2 tasti=1 tono ( 1 tono=2 semitoni ).

Tutto ok fin qui?

Bene. Ora, se consideriamo che ogni corda suonata a vuoto, corrisponde ad una nota ( sol, re, la, mi ), avete il sistema per individuare TUTTE LE NOTE DELLA SCALA DI DO MAGGIORE su tutta la tastiera.

E questo è infatti il miglior lavoro che potete fare per imparare dove sono le note. Iniziate dalla corda sol: la prima nota sarà appunto il sol ( corda a vuoto ), cercatevi il la ( sol-la=1 tono= 2 tasti ) e via dicendo.

Cercate poi di acquisire sicurezza suonandovi ripetutamente tutta la scala di do maggiore usando solo una corda, avanti e indietro. Ditevi mentalmente i nomi delle note che toccate, mentre suonate.

Poi provate, con tutti i limiti del caso, ad improvvisare delle melodie, saltando avanti e indietro per le note della scala di do maggiore sulla corda sol del basso.

Continuate poi con le altre corde e…con le altre scale maggiori.

Come ricavare le altre scale maggiori?

Beh, potreste iniziare guardandovi il video, poi vi suggerisco un buon libro di teoria musicale… E se proprio non volete il libro di teoria, sul mio libro “Il basso elettrico dalla A alla F”, che potete trovare qui, avrete un capitolo dedicato alle nozioni teoriche utili a suonare il basso elettrico oltre a diversi esercizi.

Bene, anche per questa settimana credo di avervi tediato abbastanza. Se non fosse così, per le prossime lezioni di basso elettrico, sapete dove trovarmi!!

 

 

 

Di |2018-07-13T16:14:59+02:00Aprile 13th, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su LEZIONI DI BASSO: IMPARA SUBITO TUTTE LE NOTE DELLA TASTIERA

COME COSTRUIRE UN BUON GIRO DI BASSO IN POCHI SEMPLICI PASSAGGI

LEZIONI DI BASSO

COME COSTRUIRE UN BUON GIRO DI BASSO IN POCHI SEMPLICI PASSAGGI

 

lezioni di basso

Giri di basso…

Come nasce un buon giro di basso?

Quali cose bisogna sapere per costruire una linea di basso efficace, bella e magari anche “originale”?

Se ti sei trovato più di una volta ad avere a che fare con il compositore della tua band, e alla frase “ho scritto un pezzo nuovo, facciamolo” hai tremato di paura…No problem sei nel posto giusto!!

In questa nuova video-lezione cerco di affrontare quelli che sono i passaggi principali per riuscire a costruire una linea di basso per un brano inedito, a prescindere dal genere, dal sound, e dallo stile.

Eh si, perchè, sotto sotto, per ogni tipo di musica che intendiamo proporre, la strada per costruire un efficace giro di basso è proprio la stessa.

Nel video, faccio riferimento alle 3 situazioni classiche, da cui, generalmente si parte:

1: Non c’è niente. Il brano è stato scritto piano/voce, chitarra/voce o in situazioni simili. Quello che dobbiamo fare è creare di sana pianta un giro di basso che funzioni. Impresa impossibile? No, se hai delle discrete conoscenza di teoria/armonia. Se non le hai… Abbile!!!! Eh si, conosccere come sono formati gli accordi, qualche nozione riguardante scale e tonalità, a prescindere dalla mera lettura del pentagramma, sono elementi fondamentali; che, quanto meno, possono accorciare anche di parecchio i tempi, per costruire un buon giro di basso. Partiamo dal ragionare sulle note degli accordi, facciamoci un’idea dello stile di base che vogliamo ottenere ( rock? funky? ). E partiamo da li, ipotizzando di costruire una linea utilizzando note e ritmiche “usuali” e che suonino bene. La fantasia ci deve essere, ma al servizio di qualche “paletto” utile a stare “dentro” l’idea di brano che avremo in mentet.

2: C’è tutto. Ovvero, il nostro amico compositore ha già pensato ad una linea di basso, e magari l’ha pure realizzata col suo bel basso che ha a casa, tra mille strumenti o con i suoni midi della scheda audio… In ogni casao, la prima cosa da fare è eseguirla nota per nota, eccezion fatta per quelle note “ineseguibili” ( ad esempio un Do grave su un 4 corde… ). Riadattiamo eventuali errori di questo tipo, eseguiamo la parte come ci è stato chiesto e apriamo un dibattito sul “cosa sarebbe meglio fare”, per migliorare la linea costruita a tavolino, anche e soprattutto in base al nostro gusto e alla nostra esperienza da bassisti.

3: Ci sono dei passaggi “obbligati”: ovvero, dei passaggi che vanno eseguiti in quel modo e non si può fare nulla altro. A volte, ad esempio, nel metal, possono essere dei riff di chitarra, da suonare all’unisono coi nostri amici delle 6 corde, per non creare linee che diano disturbo. A volte è più efficace fare le cose insieme, che tentare di suonare una cosa diversa che vada a “cozzare” con quello che già c’è.

E questo è un pò il quadro generale, dopodichè può succedere di tutto: si possono mischiare le carte, si possono trovare brani che iniziano con un riff obbligato e finiscono con dei giri di accordi più melodici; si possono trovare dei “vamp”, situazioni in cui ad accompagnare è un accordo solo, lunghissimo, che, a volte, ci dà la possibilità di esprimerci un pò più da “solisti”, e via così.

Il mio consigli, se volete ottenere dei giri di basso efficaci, è di ASCOLTARE tantissima musica, analizare giri id basso famosi, e sperimentare tanto, su tutti i generi, anche quelli lontani dal vostro preferito.

Provate.

Riprovate.

Provate ancora.

E fatemi sapere come è andata.

 

 

Di |2018-07-13T16:18:22+02:00Marzo 9th, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su COME COSTRUIRE UN BUON GIRO DI BASSO IN POCHI SEMPLICI PASSAGGI

SLAP MY BASS! I PRIMI 3 PASSI PER IMPARARE LO SLAP

SLAP MY BASS!

I PRIMI 3 PASSI PER IMPARARE LO SLAP

 

Di sicuro lo slap è una delle tecniche più affascinanti che ci siano per il basso elettrico; se pure negli ultimi anni non sia più molto di moda nella musica di largo consumo, è innegabile che chiunque si avvicini al nostro strumento, desideri prima o poi approcciarsi a questa tecnica.

E la domanda è sempre quella: da dove inizio, se voglio imparare lo slap? Di suo, sembra una tecnica difficilissima, a volte basta sentire 2 note in slap per farci apparire subito un bassista come “bravissimo”.. Perchè? Per il semplice fatto che il suono del basso slap è, di per sè, qualcosa che esula dal comune approccio al basso elettrico e alle frequenze basse, così come le conosciamo.

Il fatto che percuote una corda del basso col pollice porti ad ottenere un suono così particolare, “brillante” e “cristallino”, ma allo stesso tempo grintoso e “pompato” è una di quelle cose che ci fa amare sempre di più il nostro strumento…

In questa lezione, mi rivolgo a chi vuole iniziare un approccio alla tecnica, senza particolari competenze iniziali. Ovviamente non si può pretendere di diventare degli slappers in pochi minuti, ma di sicuro se non avete esperienze, seguire i consigli di questo video e praticare con costanza e parsimonia gli esercizi suggeriti può essere sicuramente un buon inizio.

Non dimenticate che, come accenno nel video, è molto importante sapere che bassi diversi possono rispondere diversamente, quindi dovrete cercare il vostro suono di sla con molta calma, pazienza e molto molto orecchio. Ascoltate diversi dischi, vi posso suggerire bassisti come Flea, Les Claypool, Stuart Hamm, per stare in ambito rock, ma anche maestri come Stanley Clark e, ovviamente, il grandissimo Marcus Miller. Ascoltate quante sfumature diverse può avere il suono dello slap, e poi..suonate, suonate, suonate.

Last but not least…Non dimenticate di utilizzare sempre un metronomo!!! Un buono slap nasce da un ottimo “timing”, ovvero la capacità di suonare avendo sempre ben chiara la linea dettata dal beat, dal tempo, e non perdere un colpo.

Provare per credere!!

Alla prossima e buono studio!

 

Di |2018-07-13T16:21:23+02:00Febbraio 16th, 2018|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su SLAP MY BASS! I PRIMI 3 PASSI PER IMPARARE LO SLAP

Diventa un bassista in 5 mosse!

DIVENTA UN BASSISTA IN 5 MOSSE!

Lo ammetto, il titolo può sembrare un pò pretenzioso…

Ma in realtà quello che dovrebbe fare sempre chi si avvicina allo studio di uno strumento, e nel nostro specifico chiunque volesse diventare un bassista , è proprio quello di focalizzare l’attenzione fin da subito sugli elementi caratterizzanti del basso, e concentrarsi un pò su tutti questi, al fine di potenziare contemporaneamente i diversi aspetti.

Chiaramente, questo è possibile solo se ci si fionda sullo studio del basso con costanza e parsimonia.

Se avrete ben chiari questi punti base, potete tranquillamente iniziare qui il vostro percorso per diventare un bassista!

La prima “mossa” a cui facci riferimento non può essere che quella della cura dell’impostazione delle mani:

Mano destra sul basso elettrico:

osservate attentamente il video, concentratevi sulla cura della posizione del pollice, l’alternanza indice/medio, il punto del dito che va a impattare sulla corda del basso e ricordatevi di ascoltarvi sempre, fate fin da subito vostri i concetti di “tocco” ( modificare il suono solo con le dita senza toccare l’ampli ) e “dinamica” ( controllate il volume del suono che esce ).

Mano sinistra sul basso elettrico:

Per quanto riguarda la mano sinistra, fate attenzione all’impostazione, eseguite gli esercizi inizialmente dal 5° tasto in poi, ricordatevi di non alzare le dita che hanno già suonato la loro nota. Utilizzate sempre il metronomo!

E a proposito di metronomo, ecco la seconda mossa: la cura del tempo. Quando eseguite gli esercizi sul basso, inizialmente suonate una nota su ogni battito, suonando così quelle che vengono definite note da 1/4 ( un quarto ); poi, dopo un pò di pratica costante, potrete suonare delle note più “corte”, per l’esattezza della metà di quelle da un quarto; queste note sono definite note da un ottavo ( 1/8) e sono esattamente la metà di quelle da un quarto ( proprio come in matematica… )

 

Nella seconda parte del video scoprirete quali saranno le atre 3 mosse, nel frattempo potete iniziare ad eseguire gli esercizi proposti neo video, che trovate in pdf stampabili qui sul sito nella pagina dei download!

Buon basso avanti!!

 

 

 

 

Di |2018-07-13T16:31:08+02:00Dicembre 18th, 2017|basso elettrico, musica|Commenti disabilitati su Diventa un bassista in 5 mosse!

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