Sfatiamo un Mito #3 – Il basso deve suonare semplice?

Ehi Basswalkers!

Prima o poi qualcuno ve l’ha detto:

“Il basso deve stare semplice.”

Di solito lo dice un chitarrista.

Dopo aver appena concluso un assolo di nove minuti.

Ora, battute a parte, dietro questa frase c’è qualcosa di vero. Ma presa alla lettera diventa uno dei consigli peggiori che possiamo dare a un bassista.

Perché il basso non deve suonare semplice.

Deve suonare giusto.

E le due cose non sono sinonimi.

 

 

 

 

Il basso deve suonare semplice? Da dove nasce il mito

Il basso ha una funzione particolare.

Vive nel punto d’incontro fra ritmo e armonia, lavora continuamente con batteria, accordi, voce e struttura del brano. Per questo una parte troppo affollata può creare danni molto rapidamente.

Da qui nasce una regola pratica sensata:

non suonare dieci note quando ne bastano tre.

Il problema arriva quando la trasformiamo in:

suona sempre tre note.

È un po’ diverso.

Semplice rispetto a cosa?

Una linea di AC/DC può essere perfetta con pochissimo materiale.

Una parte di James Jamerson può muoversi continuamente.

Una linea funk può vivere di sedicesimi, ghost note e sincopi.

Un walking bass deve praticamente continuare a muoversi per definizione.

E se entriamo nel bebop, nella fusion o in certi linguaggi moderni, spiegare a tutti che “il basso deve suonare semplice” diventa piuttosto complicato.

La quantità di note non è un valore assoluto.

Dipende dal linguaggio.

La semplicità non può essere un alibi

Questo è il punto che mi interessa di più come insegnante.

Se non so suonare una parte articolata e dico:

“Io preferisco suonare semplice.”

non ho fatto una scelta estetica.

Ho semplicemente dato un nome elegante a un mio limite.

Non c’è nulla di male nell’avere limiti: studiamo proprio per superarli.

Ma per scegliere consapevolmente di non usare una tecnica, prima sarebbe utile possederla.

È la stessa ragione per cui continuo a far studiare ai miei allievi cose che magari non utilizzeranno ogni sabato sera.

La tecnica amplia il vocabolario.

Poi la musica decide quante parole utilizzare.

È anche uno dei principi alla base del mio metodo nelle lezioni di basso elettrico: la tecnica serve ad aumentare controllo e possibilità, non ad accumulare difficoltà fini a se stesse.

Anche suonare troppo è un limite

Naturalmente esiste l’errore opposto.

Ho studiato slap, quindi slap.

Ho imparato una scala, quindi la infilo.

Ho scoperto le ghost note e improvvisamente ogni battuta sembra infestata.

È una fase normalissima.

A volte dobbiamo persino attraversarla per imparare a uscirne.

Il problema non è essere capaci di suonare tanto.

È non riuscire più a non farlo.

🎸 Davide’s Note

In oltre trent’anni di live mi sono trovato a suonare repertori nei quali una nota messa bene valeva più di venti note eleganti, e altri nei quali una parte troppo povera avrebbe semplicemente tradito il linguaggio.

Il mestiere non mi ha insegnato a suonare poco.

Mi ha insegnato, lentamente e con una quantità non trascurabile di errori, a chiedermi:

“Che cosa sta succedendo intorno a me?”

  • Cosa fa la batteria?
  • Quanto spazio lascia la voce?
  • La chitarra sta già riempiendo tutto?
  • Il brano deve spingere o respirare?

È lì che si decide quante note servono.

Non nel regolamento condominiale dei bassisti.

Cinque cose da ricordare

  1. Semplice non significa automaticamente musicale.
  2. Complesso non significa automaticamente inutile.
  3. Il genere determina parte del vocabolario.
  4. La tecnica serve ad avere alternative.
  5. La maturità consiste nel scegliere quella adatta.

🎯 Sfida dei 10 minuti

Prendete un groove molto semplice.

Registratelo in tre versioni:

  1. A: essenziale.
  2. B: molto più movimentata.
  3. C: una via di mezzo costruita ascoltando ciò che realmente migliora il groove.

Poi dimenticate per un momento quanto siano difficili da suonare.

Quale funziona meglio?

Quella è la domanda.

Quindi il basso deve suonare semplice?

No.

E non deve nemmeno suonare complicato.

Il basso deve fare quello che serve alla musica.

A volte saranno due note.

A volte saranno sedici.

Il problema non è quante ne abbiamo suonate.

È se, alla fine, qualcuno avrebbe dovuto fermarci prima.


FAQ

Un bassista deve suonare poche note?

No. La quantità dipende da genere, arrangiamento, funzione e contesto. Dire che il basso deve suonare semplice in ogni situazione significa ignorare le differenze tra linguaggi musicali molto diversi.

Suonare semplice significa essere più musicali?

Non necessariamente. La musicalità nasce dalla scelta appropriata, non dal numero assoluto di note.

Studiare tecniche avanzate serve se poi suono parti semplici?

Sì: aumenta controllo e possibilità espressive. La scelta di non utilizzare una tecnica è più consapevole quando quella tecnica è realmente disponibile.

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