Hey Basswalkers!
Capodanno è passato, i brindisi pure, e gennaio è quel momento dell’anno in cui tornano puntuali i famigerati buoni propositi per bassisti:
“Quest’anno studio di più”, “quest’anno suono meglio”, “quest’anno sistemo finalmente il mio suono”.
Ottime intenzioni, per carità.
Il problema è che, nella stragrande maggioranza dei casi, questi buoni propositi non arrivano vivi a febbraio.
E allora proviamo a fare qualcosa di diverso:
niente promesse epiche, niente rivoluzioni impossibili.
Solo 5 buoni propositi concreti, pensati per migliorare davvero sul basso… e durare più di qualche settimana.
1. Studiare meno, ma studiare meglio
Partiamo dal più grande mito musicale di sempre: “Da gennaio studio 3 ore al giorno”.
Spoiler: non succederà.
Quello che funziona davvero è studiare poco ma con continuità.
Anche 20–30 minuti al giorno, se fatti bene, valgono più di una maratona settimanale piena di sensi di colpa.
Il buon proposito giusto non è “studiare di più”, ma sapere cosa stai studiando e perché.
2. Mettere il suono prima della velocità
Un altro classico: dita velocissime, suono trascurato.
Nel mondo reale, però, nessuno ti chiederà quante note suoni… ma come suoni.
Nel nuovo anno prova a invertire la priorità:
prima il suono
poi il groove
solo alla fine la velocità
Un basso che suona bene convince anche con poche note. Uno che suona male… no, anche a 200 bpm.
3. Smettere di comprare a caso (e scegliere meglio)
Il periodo tra Natale e Capodanno è pericoloso: offerte, sconti, GAS incontrollata.
Pedali, plugin, strumenti comprati “perché magari mi servono”.
Il buon proposito qui è semplice:
? meno acquisti impulsivi, più scelte intelligenti.
Prima di comprare qualcosa chiediti:
“Questa cosa mi farà davvero suonare meglio, o solo sentirmi meglio per 10 minuti?”
Spesso investire in conoscenza rende più di qualunque pezzo di hardware.
4. Suonare con altri esseri umani (sì, davvero)
Studiare da soli è importante, ma il basso nasce per stare in mezzo alla musica.
Band, jam, progetti, anche solo suonare con un batterista in sala prove.
Uno dei migliori buoni propositi è questo:
? mettere il basso in un contesto reale.
Perché è lì che capisci davvero cosa funziona… e cosa no.
5. Pensare a lungo termine, non a gennaio
Migliorare sul basso non è un “reset di Capodanno”.
È un processo fatto di piccoli aggiustamenti, ascolto, consapevolezza.
Il vero buon proposito è smettere di cercare la scorciatoia e iniziare a costruire un percorso.
Senza stress. Senza ansia. Con metodo.
Uno sguardo al nuovo anno
Se il 2026 (o qualunque anno tu stia iniziando) deve essere diverso, non serve cambiare tutto.
Basta cambiare approccio: meno promesse, più direzione.
E ricordati una cosa fondamentale:
? non serve diventare un bassista perfetto, serve diventare un bassista migliore di ieri.
Conclusione
Questi buoni propositi per bassisti non fanno scena, ma funzionano.
E soprattutto non scadono a febbraio.
Se vuoi trasformare questi principi in uno studio concreto, strutturato e sostenibile, trovi tutti i miei videocorsi di basso elettrico qui:
? https://www.davidemartini.com/video-corsi
Sono pensati proprio per chi vuole migliorare senza perdersi, un passo alla volta.
Buon fine anno… e soprattutto buon basso ?

