LEZIONI DI BASSO: LE SCALE PENTATONICHE…E QUINDI?

LE SCALE PENTATONICHE

Le scale pentatoniche sul basso: Perchè, si usano? Ma non le usavano i chitarristi per fare gli assoli?

 

So che la domanda vi sarà sorta spontanea, a voi, che siete alla costante ricerca di nuove lezioni di basso. Ebbene, la risposta non può essere che si: le scale pentatoniche si usano anche sul basso elettrico. In generale, quando si parla di scale, accordi, teoria, armonia, dobbiamo sempre pensare che sia tutto riferito alla musica in generale, e quindi applicabile a tutti gli strumenti.

Su una cosa, se, come penso, avete ragionato, non posso darvi torto: quando ci si avvicina al mondo della scale pentatoniche lo si fa principalmente con lo scopo di avvicinarsi di riflesso all’improvvisazione, ai “soli”; e il basso, sappiamo tutti, non è, o per lo meno, non dovrebbe essere, esattamente uno strumento solista…Non lo è forse neanche nella sfera del jazz, figuriamoci in ambienti più vicini al rock o simili.

Ciò non toglie che: 1 comunque le scale pentatoniche possono risultare utili anche sul nostro basso elettrico, in fase di costruzione di riff, per esempio, o se vogliamo prenderci quell’attimo di libertà in cui infilare un “fill”, una breve frase melodica alla fine di un determinato giro che può essere utile a rientrare sul giro successivo variando un pò le cose ( equivalente della rullata di batteria, per intenderci ). 2 “Anche i ricchi piangono”, si dice, giusto? E allora perchè non dire “Anche i bassisti fanno i soli”… Non spesso, ma può capitare, quindi meglio essere pronti ad ogni evenienza…

Detto questo, perchè proprio le scale pentatoniche, e che cosa sono? Una scala pentatonica, come dice la parola stessa, è una scala di sole 5 note, e, esattamente come i tecnici audio dicono spesso durante i concerti live o le studio sessions “meno microfoni, meno problemi”, noi allo stesso modo potremmo dire “meno note, meno problemi”…

Per conoscere esattamente nel dettaglio le scale pentatoniche vi rimando al video, sarebbe troppo lungo e noioso descriverle in parole scritte; oltretutto, se proprio vi dovesse interessare un vero e proprio discorso con tanto di pentagrammi a dimostrare il tutto, vi rimando al mio libro “Il basso elettrico dalla A alla F”, che trovate qui, in cui spiego nel dettaglio tutto ciò che dovete sapere.

Quindi, per ora, non mi rimane che augurarvi buona visione e…

Buon basso!!